Sono lieta di presentarvi la riedizione di Paradisoterrestre ad opera di Gherardo Tonelli,
un caro amico che vuole continuare “il sentiero” tracciato da mio padre Dino,
ripercorrendo le sue orme sul “filo” del suo segno.

                                                                                  Ilka Alessandra Gavina

 

Ogni paradiso metafisico ha la sua storia, il suo paesaggio, la sua bellezza.

Nella tradizione religiosa e letteraria il Paradiso Terrestre è il luogo dove divino e umano si incontrano, dove l’uomo, che aspira all’assoluto, ne contempla la dimensione trascendente, e per raggiungerla plasma il mondo intorno a sé con il suo segno.

Paradisoterrestre è un’avventura già pensata alla fine degli anni Settanta dall’eclettico e sovversivo Dino Gavina, figura unica di editore, imprenditore, committente, collezionista-mecenate, operatore culturale e portatore di un suo personale progetto estetico. Catalizzatore di creatività, Gavina ha fatto del dialogo tra design e arte la sua cifra distintiva: ha collaborato con i maggiori progettisti del suo tempo e con gli artisti “eretici” figli del Dadaismo e del Surrealismo, senza mai accontentarsi dell’esistente, ricercando e innovando, dettando nuovi canoni della cultura visuale e dell’esperienza estetica.

Dal 1983 al 2007, Paradisoterrestre ha prodotto manufatti di Kazuhide Takahama, Marcel Breuer, Man Ray, Giacomo Balla, Dino Gavina, Carlo Scarpa, Tobia Scarpa e Alane Irvine. per interni ed esterni, con una particolare predilezione per il cosiddetto arredo urbano. Gavina fu responsabile di ogni modello realizzato, autentico punto di riferimento dallo sviluppo del progetto al rapporto con la produzione. La sua esperienza per decenni a fianco dei più grandi maestri, il suo mettere la poesia al centro del lavoro, il suo sentire l’arte e la cultura come fonti ispiratrici di ogni oggetto gli hanno permesso di declinare su scala industriale le tensioni delle avanguardie, applicando al design i principi del ready made.

Con Paradisoterrestre Gavina ha dimostrato che la produzione industriale poteva essere al pari o migliore di quella artigianale, grazie alla qualità intrinseca garantita dai processi e soprattutto dai materiali industriali, capaci di consentire la realizzazione dei sogni impossibili dei grandi designer e artisti.

A distanza di 10 anni dalla scomparsa di Dino Gavina e grazie alla passione di Gherardo Tonelli, Paradisoterrestre torna a vivere riportando alla luce l’eredità, soprattutto immateriale, di un marchio che ha segnato la storia del design in Italia.

Nel suo nuovo corso Paradisoterrestre presenta un catalogo che, spaziando tra storia e innovazione, fa propri i capisaldi dell’esperienza visionaria e anticipatrice di Gavina: dialogo tra arte e design; produzione a tiratura limitata; eccellenza nella qualità costruttiva; tradizione artigianale applicata su scala industriale; sperimentazione linguistica ed estetica. Così, accanto alla riedizione di pezzi storici come i Fiori futuristi di Giacomo Balla o il divano Mantilla di  Kazuhide Takahama fanno la comparsa nuove produzioni create con lo stesso spirito e la stessa filosofia, come i tappeti “The Other Side” del designer francese Pierre Gonalons o i vasi Altabella 23 – Omaggio a Carlo Scarpa delle giovani artiste Calori e Maillard.

Oggi Paradisoterrestre è soprattutto il racconto di un metodo che mette al centro la relazione: tra l’oggetto e l’ambiente destinato ad accoglierlo, tra il progettista e il produttore, tra il segno creativo dell’artista e la mano sapiente di artigiani e sviluppatori che traducono quel segno in qualcosa di concreto, tra la dimensione creativa più pura e quella industriale, sempre tendendo come punto fermo il valore simbolico del progetto e il segno dell’uomo che interviene sull’ambiente che lo circonda.